…e non è colpa mia se esistono i carnefici, se esiste l’imbecillità…

Francamente che Battiato abbia offeso la sacralità delle istituzioni, non me ne può fregare di meno. Che abbia attaccato parlamenti passati o presenti è una cosa perfino auspicabile. Ma è il termine utilizzato che mi fa schifo. Quella sottocultura, che poi è cultura dominante, che usa parole che sfociano nel maschilismo. Quella concezione denigratoria, stantia, antistorica per cui la mercificazione politica deve trovare sempre e comunque nell’universo femminile il termine di paragone.

A pensarci bene il cantante-politico utilizza un linguaggio comprensibile ai più, perchè all’ordine del giorno in ogni contesto pubblico. Insomma, se il suo obiettivo era quello di farsi capire, ha ottenuto il risultato cercato, in tutto e per tutto nel solco della politica che proclama e che non analizza. Ma in fondo un politico avrebbe un altro compito, quello di incidere nella società, anzichè star dietro alle sue pulsioni più recondite, ai suoi appetiti nascosti, ai suoi lunguaggi più beceri. Il filosofo Battiato questo lo sa, ma dimostra di non interessargli.

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