Inviato in uno strano pianeta e in uno strano paese

Questa volta mi tocca un’impresa più curiosa del solito. Un servizio da un pianeta fra i più strambi che abbia conosciuto, la Terra. E in particolare in uno degli angoli più irrazionali, una penisola di nome Italia.
Per chi non lo sapesse faccio il giornalista, a caccia di reportage fra le galassie e gli universi.
Bisogna pur campare e lo stipendio al “Fatto Interspaziale” non è basso. Unica condizione, non parlar male dei capi.
Ma torniamo al mio servizio, mi tocca un’analisi della campagna elettorale di questo strano paese.
Durante il lungo viaggio provo a documentarmi e una serie di cose assolutamente incomprensibili mi balzano all’occhio. Innanzitutto la prima e più colossale. Gli abitanti si accapigliano per una tornata elettorale che non conta proprio nulla. Le decisioni vengono prese altrove e l’agenda politica è stabilita in altro luogo. I candidati e i partiti concorrenti lo sanno, ma fingono di non saperlo.
Perchè votare?, mi dico. Secondo un illustre collega dell'”Andromeda Times”, i dominanti hanno bisogno di legittimazioni, in nome di una cosa chiamata Democrazia, che non ho capito bene cosa sia, ma che riempie la bocca di tutti ma nessuno la rispetta. Poi, se la gente non vota come è auspicato, vengono annullate le elezioni e si procede al ripristino dell’ordine, come in un paese vicino di nome Grecia.

In ogni caso, continuo l’analisi e qui devo confessarvi la mia assoluta sorpresa. Non voglio fare quello che non comprende le culture altre, ho persino una specializzazione in Antropologia, ma questi son proprio stupidi.
Pensate che c’è un tale di nome Berlusconi che ha dominato il paese per 20 anni e che in passato ha fatto promesse incredibili, dai posti di lavoro alle tasse, e questa volta si è ricandidato sparando offerte che neanche allo Space Market, e tutti nuovamente a crederci. Vorrei capire il quoziente intellettivo medio di questo popolo.
Comunque altrettanto curiosi sono i pseudoavversari. C’è un tale, si chiama Bersani, che si propone di essere l’alternativa ma ha un programma assolutamente identico. Poi c’è il premier uscente che propone le medesime ricette. E sapeste quante se ne dicono, uno contro l’altro e fino a due mesi fa erano assieme per un governo che aveva lo stesso programma che propongono ora…

No, no devo inventarmi qualcosa. Non mi pubblicheranno mai un pezzo così assurdo. Esiste un’etica del lavoro anche per il giornalista che ti spingerebbe a dire la verità, ma in fondo devo campare anch’io. E poi devo pagare l’abbonamento allo stadio a vedere la mia Intergalattica.

Si, ho un’idea. Invento la presenza di una forza realmente alternativa, d’opposizione dal basso. Una forza che non abbia bisogno di guru, di leader-magistrati, di voti utili e di far di tutto per non scomparire. Una realtà che sia di popolo per tutti gli sfruttati. Che bello, la chiamo Movimento Anticapitalista. E immagino che cominci a prender atto del proprio sfruttamento e che scenda in strada, una volta per tutte….

…Signor Direttore le assicuro che è tutto vero. Ho anche visitato un luogo dove agiscono questi Anticapitalisti, si chiama Casa Rossa…

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