Buon anno.

A fine anno è tempo di auguri e di pensieri banali ma sentiti. Mi riservo il privilegio di scegliere almeno a chi destinarli.

Buon anno prima di tutto ai militanti No Tav, per averci dimostrato ancora una volta che tutto è in gioco compresi i nostri corpi, che tutto è bello se è comunitario, che il possibile diventa necessario prima nel cuore, poi nella mente, poi nella realtà.

Buon anno agli immigrati perchè pensavano di trovare l’America e dell’America hanno trovato la repressione, ma continuano ogni giorno a mostrarci come si vive nella guerra globale di un paese fintamente democratico immerso in una finta pace.

Buon anno al ritorno degli Zapatisti, che si coprono il volto per farsi vedere, che hanno inventato la comunicazione globale nel momento della rivolta, non ancora compresi dagli stanchi ortodossi di casa nostra.

Buon anno alle compagne femministe perchè ogni giorno irrompono nel nostro tranquillo quotidiano di militanti, con domande troppo scomode per essere eluse e troppo difficili per essere affrontate.

Buon anno alla Palestina, piccola striscia di terra umiliata, derisa, ferita mutilata. Storico emblema dell’ingiustizia dell’imperialismo, magnifico vessillo di Resistenza, ma anche drammatico grido di dolore e pugno diretto per le nostre coscienze.

Buon anno agli studenti, privilegiati della lotta, ma magnifici ricercatori di mondi nuovi da costruire.

Buon anno ai lavoratori dell’Ikea vittime sacrificali del nostro sistema di consumo. Il loro sangue versato per i colpi dei manganelli è un prezzo troppo salato per una bella e colorata cucina economica. Un giorno forse tornerà a colare da quegli sportelli in legno massello.

Buon anno al popolo greco, sacrificato sull’altare della concorrenza, con in casa nuovamente i fascisti e con l’unica prospettiva di una molotov in mano.

Buon anno alla sorella di Stefano, alle mamme di Daniele e di Marcello, a tutti i parenti di tutti i dannati nelle mani di tutti gli aguzzini del mondo.

E l’ultimo buon anno, il più sentito egoisticamente parlando, ai miei cari compagni della Casa Rossa Occupata. Abbiamo riaperto una strada, spetta a noi percorrerla con la dignità e la forza della storia del Movimento, con la ragione dell’umanità sulle spalle, con l’orgoglio della giustizia al nostro fianco.

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4 Responses to Buon anno.

  1. Alteralias says:

    Buona lotta 2013, compagno!!!

  2. frantic says:

    mi piace, mi piace.
    buon anno anche a te :*

  3. claudia Giella says:

    Buon anno a te e Samira!
    Ma anche Buon Natale, nel senso più vasto che si può dare a questa festività: la festa della luce, che ci scaldi i cuori e ci illumini le menti per costruire lottando e amando ciò in cui crediamo di più!
    Un abbraccio
    Claudia

  4. lafra says:

    e buon anno ai compagni disertori che provano a deporre le armi di un patriarcato occidentale capitalista e assassino

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