Riflessioni sulla giornata di ieri, una bruttissima faccenda di fascismo e repressione (12/02/12)

Provo a buttare giù alcune riflessioni sulla giornata di ieri, che ho vissuto fino a una cert’ora.

 

Innanzitutto è scesa in piazza un’organizzazione fascista a tutti gli effetti, un’organizzazione che continua in varie parti d’Italia a scatenare l’odio contro gli ultimi e a proporre falsi rimedi, fatti di violenza ed esclusione. Ma questa è un’organizzazione fascista anche nello stile, nei comportamenti, nei modi d’essere. Ieri l’ha dimostrato in ogni frangente. Non è questo, a mio parere, un particolare di secondo piano: la dinamica dell’apparire sconfina nella realtà sostanziale e dimostra a tutti gli effetti la natura di questo movimento. Natura che traspare anche dalle “armi” in possesso di questi: bastoni, catene, caschi, spray al peperoncino. Tutti strumenti pronti ad offendere.

 

Secondo punto, la gestione dell’ordine pubblico. Ciò che è accaduto sotto i miei occhi ha dell’incredibile: è come se fosse stato tutto premeditato. Lo scontro al semaforo delle poste del primo pomeriggio è avvenuto in maniera del tutto prevedibile e preventivabile. E’ come se ci fosse stata una pianificazione a tavolino per permettere il contatto e poi reprimere gli antifascisti. Successivamente è successo un fatto ancora più grave (aggressione violentissima da parte di un gruppo di fascisti) su cui però non voglio ora entrare per limitarmi a parlare di ciò che ho vissuto.

 

Terzo punto, l’informazione super partes. Ancora una volta quotidiani e televisioni locali mettono in scena una ricostruzione degli eventi catalogabile alla voce “opposti stremismi”, togliendo di fatto, dal dibattito pubblico, il tema chiave della vicenda e cioè  la legittimità da parte di una città di opporsi a delle organizzazioni che fanno dell’odio contro qualsiasi tipo di alterità la loro ragion d’essere.

 

Quarto elemento, l’informazione embedded, cioè le veline delle organizzazione di estrema destra, Tele Toscana Nord e Quotidiano Apuano. Sono a tutti gli effetti composte da militanti di estrema destra e forniscono una visione della vicenda vergognosa e scandalosamente di parte. Omettono le responsabilità e forniscono in pasto alla gente una versione fasulla e ridicola. A mio parere deve scattare una presa di posizione nei confronti di questi due mezzi di (dis)informazione da parte di tutte le realtà sinceramente democratiche e antifasciste: boicottaggio concreto nel fornir loro comunicati e quant’altro.

 

Quinto ed ultimo punto, il più importante, la militanza antifascista. Occorre a mio parere una forte riflessione nell’antifascismo nostrano sulle nostre pratiche e sulle nostre capacità di incidere nel tessuto sociale, politico e culturale della nostra città. Non si tratta qui di privilegiare un comportamento od un altro ma piuttosto di individuare tutti assieme quali siano i percorsi e le iniziative migliori per contrastare il fascismo, da quello istituzionale a quello delle organizzazioni più becere e schifose.

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